Ciao Antonella,
mi fa piacere “rileggerti”, dopo tanto tempo, nella speranza che tutto stia andando per il meglio e che il 2010 possa portare a te ed ai tuoi cari tanta serenità.
L’argomento che proponi è bello tosto, immenso e difficile, se lo si vuole affrontare “frontalmente”(è una cacofonia ma rende bene l’idea). E’ necessario muoversi quindi con molta cautela, misurando le parole.
Comincio subito però con una battuta, che mi concederai: il problema non è il “Sì”che dici in quel giorno, ma tutti i si, senza via di scampo, che sarai costretto/a a dire in seguito. (?!)
Diveniamo seri ora.
Con quel tuo primo sì dici a te stesso ed alla persona amata, alla presenza di un Testimone d’eccezione, oltre che di fronte al mondo, che vuoi vivere per il resto della tua vita assieme, appunto alla tua dolce metà. La ricerca, da parte dell’uomo o della donna, dell’altro, trova un riscontro in un mito di Platone, raccontato nel Simposio, che mi è sempre piaciuto e che cerco ora di sintetizzarti.
A quel tempo gli uomini avevano due facce, quattro braccia e quattro gambe, erano fatti a sfera e rotolavano velocissimi. Erano di tre tipi: i maschi-maschi, le femmine-femmine e gli androgini che, come dice la parola, erano maschi e femmine. Zeus giudicando pericolosa la loro forza, li tagliò a metà per indebolirli. Ecco perché da allora ciascuna metà cerca e desidera la metà da cui è stata staccata.
Eros (alla greca) quindi Amore, è la grande forza di attrazione che anela ricongiungere le due metà, per sempre. E’ un mito certo, ma allora perché quando si incontra la persona giusta si sente una forte attrazione per lei? Attrazione che non è certamente solo fisica!
Si decide di sposarsi, quindi, con la nostra dolce metà, finalmente ritrovata! Fin qui tutto bene, ma quanti sono veramente consapevoli dell’importanza di quello che stanno facendo e del significato delle parole che stanno pronunziando di fronte a Dio? “Per sempre, finché morte non ci separi, non divida l’uomo…” E’ vero oggi l’età in cui ci si sposa è aumentata di parecchio; ma quando si sposavano a vent’anni e, andando ancora a ritroso nel tempo, ancora più giovani? Il matrimonio è una “cosa seria” e quindi si deve essere ben certi dei sentimenti perchési sta facendo un contratto a tempo indeterminato. Come si fa però ad ipotizzare il futuro e gli avvenimenti che ha riservato per noi? Impossibile!
Nessuno “può insegnare che cos’è un matrimonio”, non ci sono ricette magiche o un manuale come quello “delle giovani marmotte”, della perfetta, felice e duratura convivenza.
Ogni nuova famiglia deve arrangiarsi da sola. Il matrimonio si deve vivere in prima persona con responsabilità, ogni giorno, ogni ora! L’unica ricetta valida, come dici correttamente anche tu, è l’Amore e la Fede che ci tranquillizza in nostro Signore che ci darà tanta forza nei i momenti difficili che, inevitabilmente, ci saranno. Ci saranno però, anche momenti eccezionali ed indimenticabili come la nascita di un figlio, dono di Dio per il completamento della Sacra Unione. Se non ci dovesse essere offerto questo dono, nostro Signore ci insegnerà la strada per dare, comunque, in altro modo, completamento al matrimonio.
Il rispetto, la considerazione, la sincerità, la pazienza, la devozione, ecc, dovrebbero essere già insiti in noi e quindi solo “da applicare”, magari con qualche piccolo ritocco/modifica al nuovo status.
Come dicevo all’inizio è un argomento difficile e per il momento mi fermerei qui non prima però di aver citato, in argomento, il profeta Gibran che mi pare voglia dire di amarci, stare insieme in armonia, ma di conservare la nostra personalità senza necessariamente “annullarci nell’altro”.
“Amatevi l’un con l’altra ma non fatene una prigione d’amore: piuttosto vi sia tra le rive delle vostre anime un moto di mare. Riempitevi a vicenda le coppe, ma non bevete da una coppa sola. Datevi cibo a vicenda, ma non mangiate dello stesso pane. Cantate e danzate insieme e siate giocondi, ma ognuno sia solo. Come sole sono le corde del liuto, sebbene vibrino di una musica uguale.
Antonella cara, nella speranza che tu abbia avuto il coraggio di seguirmi fin qui, ti abbraccio e invio a te e Davide un caro saluto.
Gianfranco
(ndr: a proposito, il 6 maggio p.v., Marisa ed io festeggeremo 38anni di vita assieme; .....................................perbacco!!!)