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 Riflettiamo

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gianfranco

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MessaggioTitolo: Riflettiamo   Mar Feb 05, 2008 1:49 pm

La scorsa settimana ho partecipato ai Corsi di formazione per le Sezioni Unitalsi del nord Italia. Desidero rendervi partecipi delle riflessioni che sono state sviluppate dall’Assistente della Sezione Lombarda. Lo scritto è un po’ lungo pertanto lo invio in due tempi, ma credetemi vale la pena.

SCELTE DI VITA CRISTIANA E DI ASSOCIAZIONE; LA LIBERTA' DELL'UOMO E MORALITÀ' DEGLI ATTI UMANI; LA FORMAZIONE DELLA COSCIENZA E LE SUE SCELTE.

LA LIBERTA' DELL'UOMO
Vorrei introdurmi al nostro cammino di riflessione con un testo liturgico. E' un Prefazio della Liturgia Ambrosiana, che così recita:
Tu, Padre Santo,
hai creato l'uomo nel Cristo tuo unigenito
e gli hai elargito il dono singolare
di essere libero;
tu stesso infondi nei cuori l'anelito
a vivere secondo la dignità dei tuoi figli
e il nativo diritto dei popoli.
Nella tua provvidenza ci chiami non alla schiavitù
che avvilisce in noi la tua immagine viva,
ma alla libertà che esalta il tuo disegno mirabile
di creatore e di padre di tutti gli uomini.
Così, sciolta ogni ingiusta oppressione,
ci comandi di camminare
con operosità sempre più matura e concorde
verso la perfezione a noi assegnata dalla tua sapienza
e che, pienamente compiuta, regna nei cieli,
dove speriamo di elevare, senza fine,
l'inno della tua lode.
1. In Gesù Cristo, Dio Padre ci ha creati, elargendoci un dono immenso: siamo uomini liberi.
2. E proprio perché abbiamo ricevuto il singolare dono della libertà, possiamo vivere da figli di Dio. E' un forte richiamo alla nostra dignità battesimale.
3. Il dono della libertà esalta in noi il disegno di Dio, Padre e creatore, che ci ha creati a sua immagine e somiglianza.
4. Ne deriva che il nostro agire (i nostri comportamenti) tende sempre al miglior bene: agire secondo lo Spirito che ci è stato donato. Pensiamo al frutto dello Spirito Santo che l'apostolo Paolo ci richiama in Gal. 5,22: "Il frutto dello Spirito Santo e amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé".
5. Questo stupendo disegno orienta tutta la nostra vita alla perfezione nella sapienza che Dio ci ha offerto e che troverà compimento nel regno dei cicli.

San Paolo, scrivendo ai cristiani di Efeso, inizia lo stupendo inno, che è diventato anche cantico da noi pregato nella Liturgia delle Ore. così:
Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo,
per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità,
predestinandoci ad essere suoi figli adottivi
per opera di Gesù Cristo. ( Ef. 1, 3-5 ).
Dio Padre liberamente ci ha creati e in Gesù Cristo ci ha ricreati e redenti perché noi fossimo liberi. Il Concilio Vaticano II nella Costituzione Gaudium et Spes al n. 17 ha tradotto magistralmente il dono della libertà affermando.
"L'uomo può volgersi al bene soltanto nella libertà,
quella libertà cui i nostri contemporanei tanto tengono
e che ardentemente cercano, e a ragione.
Spesso però la coltivano in malo modo,
quasi sia lecito tutto quel che piace, compreso il male.
La vera libertà, invece, è nell'uomo segno altissimo
dell'immagine divina".
L'espressione conclusiva del testo conciliare afferma una verità grande: la vera libertà è segno della nostra somiglianza con Dio e ci dona la capacità di rispondere alla chiamata di Dio.
Ne deriva che, come Dio è creatore e signore di tutto il mondo, così noi partecipiamo alla "signoria" di Dio. Infatti Dio ci ha posti sulla terra come dominatori di essa ( (Gen. 1.27 ), ma la partecipazione alla signoria divina raggiunge il suo vertice quando noi uomini, prima di guidare il mondo delle cose, guidiamo il nostro mondo, quello degli atteggiamenti interiori e delle nostre azioni esteriori. Quando noi uomini siamo "liberi"? Quando sappiamo "tenerci in mano". Perché la libertà di Dio è padronanza assoluta di sé e in dipendenza da Dio, anche la nostra libertà si qualifica come padronanza di sé. In ogni atto libero, l'uomo è come un principio primo, non determinato da nessun motivo esteriore: in un certo senso la libertà è un fatto "creativo" in quanto l'atto libero è posto da una volontà nuova e senza precedenti.
Cosi noi uomini esistiamo unicamente e totalmente come interpellati da Dio creatore: noi siamo persone autonome, indipendenti e quindi libere, proprio lasciandoci possedere da Dio e consegnandoci a Lui:
"L'uomo può possedere se stesso o dispone del proprio potere solo nel donarsi, nel consegnarsi al mistero di Dio, mistero che, sebbene lo trascenda infinitamente,
a lui fa costante appello ...
Dio stesso, nella sua libertà sovrana, è il luogo della possibilità concreta della libertà dell'uomo.
La libertà di Dio non è pertanto una causa che "concorre" solo a fianco
della libertà umana, ma la radice che rende completamente possibile
la libertà umana, che la fa esistere e la libera" (J.B. Metz).
Ancora una volta comprendiamo quanto il Concilio Vaticano II aafferma:
"Dio volle, infatti, lasciare l'uomo in mano al suo consiglio,
così che cerchi spontaneamente il suo Creatore e giunga liberamente,
con l'adesione a lui, alla piena e beata perfezione". ( Gaudium et Spes n. 17 ).
Gesù Cristo è il liberatore della libertà dell'uomo.
Da quanto siamo venuti dicendo e non dimenticando la nostra introduzione, Gesù diviene il luogo in cui la “libertà umana" viene liberata. Solo in Gesù la nostra libertà raggiunge la pienezza della somiglianza con Dio e vive la capacità di risposta alla sua chiamata.
Perché Gesù libera la libertà di noi uomini?
Perché ci dà la possibilità di rispondere nell'amore all'appello d'amore di Dio. Megli ancora: Gesù ci dà la possibilità di rispondere con l'amore di carità alla chiamata di Dio Padre.
La nostra libertà di credenti. infatti. deriva dalla libertà di Gesù. Noi possiamo rispondere alla chiamata di Dio Padre perché Gesù ci fa suoi fratelli, rendendoci partecipi del suo "sì" obbediente e amoroso al disegno del Padre.
"se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero". ( Gv. 8.37 ).
La Chiesa luogo di libertà.
Se la nostra libertà è collegata con il Signore Gesù e perciò con il suo Spirito. allora più siamo "spirituali", cioè guidati dallo Spirito di Gesù Cristo, più siamo "liberi". Ma lo Spirito di Gesù è presente e operante nella Chiesa. E la Chiesa è la testimonianza visibile della presenza nel mondo della libertà di Gesù Cristo. Siamo quindi noi cristiani. quanti fanno parte della Chiesa, che mediante l'esercizio della libertà cristiana diciamo al mondo con il messaggio di una vita veramente "libera", cioè improntata al "servizio fraterno", che Gesù Cristo è l'unico Liberatore e che abbiamo accolto il dono della sua libertà.
Ma una simile testimonianza rimanda ad un valore più profondo, quello per cui la Chiesa si pone come sorgente della libertà cristiana: noi credenti riceviamo dalla Chiesa il dono cristiano della libertà. La nostra libertà è una partecipazione quindi alla libertà della Chiesa. Ciò avviene nella celebrazione dei sacramenti. In particolare dei Sacramenti del Battesimo e dell' Eucaristia. Il Battesimo perché è il fondamento della libertà e della liberazione di noi credenti e l' Eucaristia perché è il culmine dell'incontro liberante di Gesù Cristo.
Dimensione escatologica della libertà.
Già nell'introduzione abbiamo sottolineato il pieno compimento della libertà regna nei cieli. Il Concilio Vaticano II sempre nella Gaudium et Spes afferma:
"Ogni singolo uomo dovrà rendere conto della propria vita
davanti al tribunale di Dio, per tutto quello che avrà fatto di
bene e di male". ( n. l 7 ).
Le nostre scelte libere saranno sottoposte al giudizio finale di Dio. Solo nell'ultimo giorno, nel giudizio di Gesù Cristo, sapremo con certezza a quale profondità è giunta la nostra libertà e soprattutto quale autenticità abbiamo saputo realizzare nelle diverse scelte della vita.
Perché l'esercizio concreto della libertà si qualifica come un giudizio: con la libertà noi prendiamo posizione di fronte a Dio che ci interpella e ci decidiamo o per la conversione a Dio o per il distacco da Lui.
E la forza di noi come uomini liberi si rivela in modo speciale non tanto nelle singole scelte libere, ma nella cosiddetta "opzione fondamentale", come impostazione globale della vita in senso o egoista o altruista.
Qui è importante riscoprire una virtù importante, la speranza. Infatti noi siamo persone libere, in quanto abbiamo ricevuto la libertà dallo Spirito di Gesù Cristo; ma non la possediamo in pienezza perché "qui sulla terra" non abbiamo la salvezza definitiva.
Dalla speranza emergono allora due dimensioni importanti:
* La libertà è vigilante, lontana cioè dalla presunzione e dalla disperazione. perché consapevole che può essere compromessa o persa addirittura con il ritorno alla schiavitù del peccato.
* La libertà è operosa, in quanto tende a rendere più profondo e stabile il proprio orientamento al Signore. così da rendersi degna di sperimentare la definitiva e beatificante comunione con Lui.
Nell'ultimo giorno porteremo a compimento la nostra somiglianza con Dio e quindi la nostra libertà: il nostro cuore sarà ordinato e legato a Dio in modo definitivo.
Da queste riflessioni vogliamo cogliere alcune proposte per la nostra vita.

I. Crescere nella libertà è crescere nella carità.
San Paolo ci insegna che la libertà non è licenza, o libertinaggio, ma possibilità offerta a noi uomini di vivere secondo le esigenze della carità.
La carità è l'unica legge alla quale si deve attenere la nostra libertà di figli di Dio. E mediante la carità ci facciamo servi gli uni per gli altri. E San Paolo ci dice che facendosi servo, quasi schiavo dei suoi fratelli, si fa imitatore di Gesù Cristo, il Figlio liberissimo che si è fatto servo-schiavo per amore di Dio e degli uomini.
Ila ragione allora S. Agostino che afferma: "Dilige et quod vis fac! AMA E FA' QUELLO CHE VUOI!". E poi ci offre anche una semplice e profonda spiegazione: "La verità vi ha resi liberi, la carità vi faccia servitori".

2. Scelta fondamentale di amare Dio sopra tutte le cose.
La libertà non si manifesta nel suo pieno significato nelle scelte particolari: ad es.
— la giustizia
- l'umiltà
- la veracità
- l'obbedienza,
ma nella scelta fondamentale di consegnarci all'amore di Dio sopra tutte le cose.
E' il "sì" più profondo, perché nasce dal cuore, ossia dal centro della nostra persona;
"sì" più ampio. perché investe tutta quanta la nostra vita e la orienta verso Dio e il suo amore.

3. La libertà è un valore da costruire ogni giorno.
La libertà è un valore variamente presente nelle diverse persone e anche nella medesima persona, nei suoi differenti periodi o momenti della vita.
Ciascuno di noi allora deve saper accettare i limiti della propria libertà, perché ci sono condizionamenti dai quali non ci possiamo liberare.
Dobbiamo pure allargare il più possibile lo spazio della nostra libertà, approfondendo la conoscenza dei valori morali e fortificando le decisioni personali.
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